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Tumore del polmone in stadio iniziale: INT propone un follow-up post-chirurgico personalizzato

Locandina: 62nd STS (Society of Thoracic Surgeons) Annual Meeting

Tipologia: News dall'Istituto

Uno studio della Chirurgia Toracica introduce un modello di sorveglianza “su misura” per i pazienti operati per carcinoma polmonare in stadio 1, con benefici clinici, organizzativi ed emotivi.

Al 62nd STS (Society of Thoracic Surgeons) Annual Meeting tenutosi a New Orleans (USA) dal 29 gennaio al’1 febbraio, uno dei principali congressi internazionali di chirurgia toracica, la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori ha presentato uno studio dedicato alla sorveglianza post-operatoria nei pazienti operati per carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) in stadio 1.

Il lavoro nasce dall’attività clinica e di ricerca della Struttura Complessa di Chirurgia Toracica, diretta dal dr. Piergiorgio Solli, ed è stato presentato durante questo importante congresso appena conclusosi congresso dal dr. Giovanni Leuzzi, membro dell’équipe chirurgica.

Il contributo derivante da questo studio, unico selezionato per l’Italia nella sessione scientifica poster di chirurgia toracica generale, analizza i dati di 759 pazienti sottoposti a chirurgia con intento curativo.

Come chiarisce il dr. Leuzzi – “Lo studio propone un superamento dell’approccio uniforme al follow-up, introducendo un modello di sorveglianza personalizzata e stratificata per rischio, basato sull’analisi degli eventi oncologici nel lungo periodo. In particolare, l’attenzione si concentra sui pazienti che raggiungono i 5 anni liberi da malattia, distinguendo il rischio di recidiva da quello di nuovo tumore primitivo.”

I risultati infatti indicano che, in specifici sottogruppi di pazienti, l’intensità dei controlli radiologici può essere ridotta senza compromettere la sicurezza oncologica, mentre nei pazienti con profili di rischio più elevati la sorveglianza deve essere mantenuta più intensiva e prolungata.

L’apporto è sicuramente innovativo in quanto, come afferma il dr. Solli, - “Questo approccio consente di ridurre al minimo gli esami necessari evitando tutti quelli al momento standardizzati ma di fatto non indispensabili, di diminuire l’ansia del paziente legata ai controlli ripetuti (Scanxiety) e migliorare l’organizzazione degli accessi ambulatoriali, con ricadute positive sulla gestione delle liste d’attesa.”

Un elemento qualificante dello studio è la distinzione metodologica tra recidive e nuovi tumori primitivi, aspetto ancora poco standardizzato a livello internazionale.

Lo studio è stato già pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Cancers e contribuisce al dibattito internazionale sull’evoluzione dei modelli di follow-up dopo chirurgia oncologica.

Responsabile della pubblicazione: Ufficio Comunicazione

Ultimo aggiornamento: 05/02/2026

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